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Anna dai capelli rossi (libro) compie cento anni. Auguri
14.08.08

 
E il Giappone si mobilita. Innamorato della scrittrice Lucy Maud Montgomery e dei suoi romanzi (così come di tantissimi altri autori per l’infanzia… altro che l’analfabeta Italia), il Paese del Sol Levante ha conosciuto l’autrice canadese nel lontano 1952 quando la scrittrice Hanako Muraoka, aiutata dalla figlia, tradusse per la prima volta in giapponese il romanzo Anne of Green Gables pubblicato negli Stati Uniti nel 1908. Un volume apparso per l’editore Mikasa-Shobo e subito diventato uno dei libri più venduti e letti, tanto da entrare nei programmi scolastici nipponici di letteratura straniera. Nel tempo nuove edizioni e traduzioni si sono succedute, fino all’inevitabile comparsa della serie animata diretta nel 1979 da Isao Takahata: Akage no An per il ciclo del Sekai Meisaku Gekijo (i capolavori della letteratura mondiale) prodotto da Nippon Animation.
In occasione del centenario della pubblicazione, Tochigi Television lo scorso aprile ha trasmesso per intero l’anime di Takahata. Nel frattempo hanno preso corpo numerose iniziative, come le rappresentazioni teatrali e musicali legate al personaggio di Anne Shirley.
C’è solo l’imbarazzo della scelta: dallo spettacolo musicale scritto da Mariko Hashimoto e allestito presso il “Karuizawa Ohga Hall in agosto, ; la pièce teatrale messa in scena allo “Hyogo Performing Arts Center” (vicino Osaka) sempre in agosto con due celebrità locali nei panni dei fratelli Cuthberg: Daisuke Miyagawa (Matthew) e Hanako Miyagawa (Marilla); ben cinque diverse interpreti per Anne e la veterana del takarazuka Natsuko Migawa (Oscar in Versailles no bara) nel ruolo ultrasimpatico della signora Rachel Lynde, la pettegola vicina di casa dei Cuthberg.
E ancora: la commedia musicale portata in scena dalla compagnia Gekidan Shiki Anne of Green Gables – The Musical (su copione anglosassone) con Rie Yoshizawa nella parte principale. Tra le numerose altre iniziative ricordiamo la traduzione in giapponese del romanzo Before Green Gables scritto da Budge Wilson con il permesso degli eredi della Montgomery, pubblicato da Shinchosha con il titolo Konnichiwa Anne. E sempre in ambito editoriale impossibile dimenticare la biografia scritta dalla nipote della Muraoka, Eri, uscita nei mesi scorsi con il titolo Anne’s Cradle. A biography of Hanako Muraoka.
Sarà presto contento anche il pubblico femminile giapponese amante dei telefilm e dei tv movie: il prode Kevin Sullivan, colui che nel 1985 produsse e diresse il più famoso adattamento per il piccolo schermo del romanzo, ha già in serbo il nuovissimo Anne of Green Gables – A new beginning con la superba Shirley MacLaine nel cast. 

 

 


E Goemon diventa un film
14.08.08
Abituale compatriota delle ruberie di Lupin III, Ishikawa Goemon è il personaggio dello spadaccino/samurai più amato dal pubblico per la sua aria imperturbabile, il suo spirito zen e l’abilità con la quale affetta tutto e tutti grazie alla sua spada.
Ma questa è la sua veste “cartoon” e a fumetti. I più fedeli esperti del signor Ishikawa sapranno di certo che esso è figura leggendaria in Giappone: uno che rubava ai ricchi per donare ai poveri, mettendosi contro il governo e i signori feudali fino alla morte. Onore al merito dunque al regista Kazuya Kiriya (Kyashan, live action) che in questi mesi sta lavorando al suo nuovo film intitolato guarda caso Goemon, e rilettura tutta personale di quell’eroe del passato. Un film dato in uscita nel marzo 2009, con distribuzione Warner/Shochiku e probabile trasferta in America.
Non volendo riproporre al pubblico di casa le medesime atmosfere viste nei capolavori in costume di Akira Kurosawa, Kaz Kiriya ha annunciato un mix di stili che guardano a Oriente e Occidente, molto fantasy, e con un notevole uso di CGI come ai tempi del suo strepitoso e contestato Kyashan. Dice anche di aver rivisitato la storia, inserendovi tuttavia personaggi storici realmente esistiti, ma affidandogli gesta non presenti nei libri di storia.
Nel film recitano molti attori apparsi nel precedente lavoro di Kiriya. Yosuke Eguchi avrà il ruolo principale, Takao Osawa vestirà i panni del ninja Saizo Kirigakure, Ryoko Hirosue sarà la giovane Chacha, mentre Sasuke Sarutobi (altro famoso ninja di televisiva memoria) sarà interpretato dal comico Gori.
Si sa già che l’acconciatura del bandito Goemon è tutto fuorché tipica del XVI secolo, l’epoca in cui è ambientata la vicenda.
Kaz Kiriya tuttavia non demorde: abituato alle polemiche e alle critiche feroci dei fan, si dice preparato ad affrontare ogni avversità. Staremo a vedere.

 

 


È tempo di solcare gli oceani con la nuova Yamato
14.08.08
Sono 73 gli anni di Yoshinobu Nishizaki. E oltre trenta quelli che pesano sul groppone di una delle serie animate giapponesi più amate di tutti i tempi: Uchu Senkan Yamato. Che dalle nostre parti è conosciuta come Corazzata Spaziale Yamato o, familiarmente, Starblazers per i più nostalgici. Di questo anime conosciamo praticamente tutto in dvd, dalle tre stagioni televisive ai film per il grande schermo (etichetta di casa… Yamato).

Nishizaki è il creatore della saga assieme a Leiji Matsumoto, il mangaka dietro successi quali Capitan Harlock e Galaxy Express 999. Un artista controverso che ha reso la space opera ciò che è diventata nella cultura popolare nipponica. Soprattutto, Nishizaki è uno dei primi artefici dell’anime boom degli anni ’70: e Corazzata Yamato ne fu la grande protagonista.

Siccome gli anni sono 73, Nishizaki ha ancora il desiderio di cimentarsi con la sua leggendaria creatura. Prima che, toccate ferro, sia troppo tardi. Negli anni passati questo desiderio aveva un nome ben definito: Uchu Senkan Yamato Fukkatsu-hen (Corazzata spaziale Yamato – Il capitolo della rinascita) e per diverse stagioni il progetto è apparso e svanito con regolarità dagli uffici degli executive e dalle scrivanie dei redattori di riviste come Animage (che nel 1978 debuttò avendo in copertina proprio la corazzata Yamato) e Newtype. Progetto a cui lo stesso Matsumoto teneva, e tiene, enormemente. Ebbene, fine delle chiacchiere e dei convenevoli, il 2009 sembra l’anno tanto atteso per riportare alla vita il nuovo capitolo. Che sarà ambientato 21 anni dopo la prima serie e avrà Toshio Matsuda come regista e Tomonori Kagawa alla direzione delle animazioni. Che sia la volta buona?

© Leiji Matsumoto – Tohokushinsha – Bandai Visual
© 2006 Yamato S.r.l. per l’edizione italiana

 


Il più atteso dell’autunno? Il nuovo Kyashan!
14.08.08

E a proposito di Madhouse. Per rifare in tv lo storico Shingo Ningen Casshern (da noi: Kyashan) gli amici di Tatsunoko sono in tutta fretta corsi alla corte di Maruyama. E, a quanto pare, hanno avuto grande fiuto. Così, dalle parole ai fatti, ecco Casshern – Sins, nuova serie animata attesa per ottobre 2008 che non si accontenta di riprendere in mano il leggendario eroe androide, ma gli cambia connotati e pure il background. Queste le prime righe di trama: il mondo degli uomini è sotto l’assedio dei robot guidati dal malvagio Braiking Boss. Un briciolo di speranza è dato da Luna, ragazza umana che combatte lei sola le terribili armate robotiche. Per sbarazzarsi di lei, Braiking invia tre sicari: Casshern, Dio e Reda. Luna muore per mano di Casshern che, troppo tardi, comprende l’errore commesso e cerca di redimersi affrontando gli eserciti di Braiking.

Dietro le quinte c’è grande fermento per questo anime. L’attore e doppiatore Toru Furuya dovrebbe indossare i panni che furono suoi 35 anni fa, anche se in questa nuova versione gli è stata chiesta una interpretazione più sofferta e drammatica. A dirigere il tutto è stato convocato direttamente da Toei il regista Shigeyasu Yamauchi (I cavalieri dello Zodiaco), mentre il bravissimo Yoshihiko Umakoshi (Berserk) si occuperà del character design. A scrivere i copioni Yasuko Kobayashi, mentre Kaoru Wada – storico nome degli anime – si occuperà della colonna sonora.
Fin qui, tutto okay. Il primo trailer lanciato in Rete dai produttori ha fatto il giro del mondo e ha elettrizzato fan vecchi e nuovi, scaldando i motori di forum e gruppi di discussione. Le scene d’azione già mettono l’acquolina in bocca. Resta da scoprire se il nuovo design scelto per Casshern – Sins (occhi enormi, linee dei corpi sottili e affilate) conquisterà l’esigente pubblico di otaku. Di sicuro per adesso c’è il totale coinvolgimento artistico di Madhouse. E questo è il più rassicurante biglietto da visita.

© Tatsunoko Productions – Casshern Sins Project

 


Divagazioni sul nuovo film di Sunao Katabuchi (e varie altre)
14.08.08

Quando si dice: basta saper pazientare. Lo sapevano quelli dello studio Madhouse, lo sapeva il regista Sunao Katabuchi e lo sapeva pure il pubblico francese che nel mese di novembre 2007 ha affollato il “Palais des Beaux Arts” a Lille in quell’omaggio all’artista giapponese denso di novità, amabili conversazioni, un piccolo rinfresco e grandi anticipazioni in forma di videoclip. Ovverosia, una manciata di secondi del nuovo film che il regista sta realizzando per la prossima stagione cinematografica 2009. Il titolo è Mai Mai Atarashi to Sennen no Mahou ed è tratto da un romanzo per ragazzi scritto dalla signora Nobuko Takagi nel 2004. Un libro carico di memorie e nostalgia, che l’autrice considera autobiografico con omaggi deliberati al libro Anna dai capelli rossi (1908) di Lucy M. Montgomery particolarmente amato dalla Takagi.



Il film è la storia di due ragazzine e della loro frizzante amicizia, con annesso mistero che incombe sulle loro giovani vite. Una trama piuttosto ordinaria, non fosse che Katabuchi le sue prove da regista le ha affrontate e vinte, quindi può cimentarsi davvero con ciò che più lo interessa. Nato a Osaka nel 1960, è famoso tra gli anime fan per aver conosciuto Hayao Miyazaki durante un corso universitario e averlo seguito in diverse avventure, dal disastroso Little Nemo di TMS a Il fiuto di Sherlock Holmes, fino al successo di Kiki’s Delivery Service. Poi le strade si dividono e Katabuchi cerca una sua identità come regista. La prova del nove arriva qualche anno fa con il delizioso Princess Arete (2001), quindi con la direzione generale della serie Black Lagoon. Ma l’anima di questo artista è tutta cinematografica, ed ecco perché oggi ci riprova nuovamente accompagnato da grandi temi e ideologie da raccontare al pubblico. Lo stesso pubblico che si perde via fra costosi iPhone e nuove mitologie dell’effimero, perdendo di vista cos’è realmente la vita e di che pasta sono fatti i sentimenti. Un regista “impegnato”, con licenza parlando, come diversi altri colleghi che non si limitano più a trattare la materia animata di casa loro con banale leggerezza.
Di Mai Mai Atarashi to Sennen no Mahou sappiamo che non sarà una fiaba tipo Princess Arete ma che ci sarà libero sfogo per la fantasia. Poiché il romanzo è ambientato nella Prefettura di Yamaguchi (la stessa dove la scrittrice è cresciuta), la produzione si è servita di interpreti e attori del luogo. Lo sforzo produttivo è enorme con Madhouse a provvedere alla parte animata, coadiuvato dalla Avex e da Shochiku per la distribuzione nelle sale giapponesi.
C’è da aggiungere che il fermento produttivo in Madhouse non ha precedenti: tolte le nuove serie televisive in lavorazione tra cui il disneyano Lilo & Stich, oltre al nuovo lavoro di Katabuchi per l’anno prossimo dovrebbe essere ultimato Yume Miru Kikai di Satoshi Kon; così come molto attesi sono i nuovi anime per il cinema di Mamoru Hosoda (di cui in Italia per i tipi di Kaze è appena uscita la sontuosa edizione in dvd di La ragazza che saltava nel tempo), Masayuki Kojima e Tsutomu Mizushima. Senza contare il chiacchieratissimo Ninja Scroll 2 di cui Yoshiaki Kawajiri e Masao Maruyama (patron della Madhouse) hanno già avviato la lavorazione con il primo impegnato in questi mesi a scrivere la sceneggiatura. Una data di uscita ancora non è ovviamente disponibile. L’annuncio del sequel è stato fornito dallo stesso Maruyama nel corso dell’ultimo “Otakon 2008” e accolto con un ruggito di entusiasmo da parte del pubblico americano.

© Nobuko Takagi – Magazine House – Mai Mai Atarashi Committee