
presenta
LADY OSCAR - LA MOSTRA
Appuntamento sabato 23 gennaio allo Yamato Shop di via Tadino a Milano (dalle 9:30 alle 19:30) per una mostra dedicata a Lady Oscar: oggetti da collezione rari e preziosi, e grandi pannelli illustrativi della storia, vera e immaginaria, di Oscar e della sua regina Maria Antonietta.“Il buon padre voleva un maschietto ma ahimè sei nata tu. Nella culla ti ho messo un fioretto, Lady dal fiocco blu”. Echeggiano ancora i versi di quella sigla che, cantata dai Cavalieri del Re, chiamava a raccolta ragazze e ragazzi di tutta Italia per assistere alle avventure di una bellissima donna che, allevata dal padre come un maschio, diventa capitano delle guardie del re al servizio della regina Maria Antonietta di Francia? Molti anni sono passati ma il fascino del romantico personaggio inventato da Riyoko Ikeda nel 1972 ad ogni passaggio televisivo conquista nuove generazioni e regolarmente risveglia interesse e entusiasmo per gli avvenimenti della Rivoluzione francese.
A Oscar Françoise de Jarjayes Yamato Video dedica una mostra che espone memorabilia, gadget, bambole, pubblicazioni, libri, riviste, locandine e poster di raro vintage che portano il visitatore nella Francia del XVIII secolo, a Versailles, e nel romantico mondo di Oscar.
Dal momento che la peculiarità del cartone animato, e del manga originale, è proprio l’intrigante mix di storia e fiction, la mostra si snoda principalmente su questi due piani, mettendo in relazione i personaggi del manga e dell’anime con i loro corrispondenti in carne ed ossa. Ecco allora la regina Maria Antonietta, re Luigi XVI, la contessa di Polignac, il bel conte di Fersen, lo stupidotto cardinale de Rohan, la perfida Jeanne De La Motte Valois, il battagliero Maximilien de Robespierre e tanti altri personaggi tornare a nuova vita in un interessante slalom tra finzione e storia. Un’occasione unica per ripercorrere la storia e confrontarla con la creazione di una grande autrice, offerta da Yamato Shop che ancora un volta si propone come punto di riferimento per gli appassionati di anime di tutte le età.
Dall’ukiyo-e all’illustrazione contemporanea: la grande grafica giapponeseInaugurazione, giovedì 14 gennaio 2010 alle ore 18.00 nella sala esposizioni dell’Accademia Albertina
Chiusura mostra, domenica 14 febbraio 2010
Orari di apertura, tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 18.00
Ingresso libero
Curatori: Murasaki Fujisawa , Akane Fujisawa, Massimo Soumaré, Davide Mana, Raffaele Mondazzi
Consulente per l’allestimento: Gianfranco Torri
Direttore Accademia di Belle Arti: Guido Curto
Le opere anticheSono esposte, per la parte più antica, una cinquantina di xilografie a colori di Utagawa Kunisada (1786-1865) vissuto nel Periodo Edo (1603-1868) e di altri autori del periodo dell’imperatore Meiji salito al trono nel 1868 tra cui Ogata Gekko (1859-1920). Un paio di frammenti di emakimono (rotoli dipinti) più uno dei tre rotoli integrali che illustrano l’antico racconto di
Shuten Doji (Il demone beone), estremamente rari nella loro interezza, datati tra il XVII e il XVIII secolo. Questi rotoli, lunghi ciascuno più di sei metri, fanno parte di una tradizione editoriale di grande raffinatezza che univa la trascrizione di romanzi celebri a immagini pittoriche dipinte con estrema cura e riproducenti con taglio quasi cinematografico, molto vicino agli attuali
story board, le scene principali delle storie narrate.
Le xilografie a colori (stampe da incisioni su legno di ciliegio realizzate utilizzando una tavoletta per ogni colore sino ad un massimo di 28 colori per la stessa immagine) sono di argomento vario.
Ci sono illustrazioni di romanzi della letteratura aulica del Giappone risalenti al Periodo Heian (794-1192) (come la Storia di
Genji il Principe Splendente tradotto anche in italiano dall’editori Einaudi, conosciuto come il primo esempio di romanzo psicologico della storia). In altri casi abbiamo immagini di attori, del teatro tradizionale Kabuki ritratti in abiti di scena, che venivano affisse con funzione di locandina sulle porte dei teatri. Gli esemplari non utilizzati come affiches erano in seguito venduti ad estimatori ed appassionati per cifre molto economiche. Quando poi il Giappone aprì i porti al commercio con l’Occidente queste xilografie presero la via dell’Europa, a volte utilizzate per avvolgere le delicate (e costosissime) porcellane destinate all’esportazione. Giunte così nelle mani degli artisti europei ed americani, diedero inizio a quel mondo di scambi ed influenze reciproche che produsse l’Art Déco, il Liberty e ciò che fu definito “Japonisme”, il gusto per ciò che proviene dal Sol Levante.
Il Giappone all’Accademia AlbertinaNella Biblioteca Storica dell’Accademia è conservato un album di magnifiche fotografie Views & costumes of Japan della A.Farsari & Co di Yokohama, probabilmente giunto a Torino come dono al re. Le fotografie colorate a mano, risalenti alla seconda metà dell’800 che riprendono scene di vita, paesaggi e monumenti di un Giappone ormai perduto. Tale album verrà esposto la prima volta al pubblico in occasione della mostra.
Altro sodalizio dell’Accademia con il Giappone è documentato dal viaggio del pittore e incisore Antonio Fontanesi. L’artista, insegnante di Pittura di Paesaggio, fu invitato a fondare l’istituzione analoga nella capitale giapponese. Fontanesi insegnò per due anni ( 1876-1878) la pittura occidentale di paesaggio, si ammalò e tornò scorato a Torino nella sua Albertina.
Nonostante si sia trattato di un breve periodo, il pittore si impegnò a fondo per insegnare nell’arcipelago le tecniche della pittura occidentale ed i suoi sforzi furono lodati e apprezzati; influenzò così l’arte nipponica e sollecitò l’interesse subalpino per quest’ultima mentre in Europa le immagini del mondo fluttuante degli ukiyo-e vengono ammirate e apprezzate da Monet e dai pittori impressionisti francesi.
Inoltre, molti dei suoi allievi giapponesi divennero a loro volta famosi pittori che contribuirono a far conoscere in Giappone l’arte europea.
(c) Katsuya Terada
Le opere contemporanee (c) Akihiro Yamada
Sono presenti in esposizione le illustrazioni originali di sette artisti operanti attualmente nei campi della grafica di illustrazione, dell’animazione (“anime”) e del fumetto (i cosiddetti “manga” oggi letti in tutto il mondo). La comune radice pop (in senso etimologico, popular) collega l’opera degli artisti contemporanei a quella dei classici nella diffusione del “prodotto artistico” a prezzi estremamente accessibili. Sono esposti sia studi che opere. A queste ultime appartengono dipinti ad olio e acquerello, incisioni alla maniera nera e acquaforte su rame, mentre numerosi schizzi a matita e abbozzi preparatori, eseguiti su fogli A4 sono bozzetti realizzati con scioltezza per avvicinarsi alla costruzione dell’immagine definitiva di un prodotto editoriale o cinematografico.
Saranno presenti le opere dei seguenti autori:Utagawa Kunisada
Ogata Gekko
Yoshitoshi ABe
Kugatsuhime
Akemi Takada
Minae Takada
Katsuya Terada
Yuko Tsukishiro
Akihiro Yamada
Incontri con l’arte e la letteratura giapponeseNella prima settimana di febbraio si svolgeranno una serie d’incontri all’Accademia di Belle Arti con Akemi Takada e Minae Takada, artiste presenti in mostra, con i curatori della mostra, con la calligrafa Kazuko Hiraoka, con gli autori Fabio Lastrucci, Reiko Hikawa, Franco Pezzini e Massimo Scorsone, con il professor Franco Ricca, direttore del museo d’Arte Orientale di Torino e con il professor Massimo Melotti docente di Etica della Comunicazione all’Accademia di Belle Arti e con altri specialisti e studiosi.
Presenterà l’iniziativa il direttore dell’Accademia, il professor Guido Curto.
Seguirà un comunicato dettagliato.
http://mostregraficagiapponese.wordpress.com/ www.accademialbertina.torino.it
Donata Massobrio
Relazioni Esterne-Ufficio Stampa
Accademia Albertina di Belle Arti (c) Yoshitoshi ABe
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Ponyo sulla scogliera: anteprima blu-ray
Per la prima volta l’incanto è doppio. In circolazione non c’è solo il bel film di Hayao Miyazaki
Ponyo sulla scogliera (2008), campione di incassi in Giappone e adorato dal pubblico di mezzo mondo; ora è in arrivo anche la sontuosa edizione in blu-ray grazie a Lucky Red che è tutta un’altra storia se paragonata al passato “home video” italiano del regista.
Come nel film, il pericolo tsunami ci trasporta in un altro mondo, vecchio e nuovo, e il blu rischia di diventare il nostro/vostro colore preferito. In tutti i sensi. Poche settimane ancora ci separano dall’uscita di questo blu-ray ed eccoci qui a scriverne in anteprima: occasione cui si arriva con la trepidazione e l’entusiasmo di un primo appuntamento.
Se è vero che la storia della pesciolina Ponyo ricorda le traversie fiabesche della sirenetta di Hans Christian Andersen, è anche vero che d’un tratto i fondali marini non sono mai apparsi tanto vivi quanto oggi. Pure lì Miyazaki è riuscito a scombinare il traffico, e l’ovvietà di una storia per bambini è stata trasformata in un potente richiamo per tutti quanti noi: sai che scossone avrebbe dato questo film se lo avessero proiettato ai delegati della recente conferenza sul clima tenutosi a Copenaghen?
Ma il “bon ton” climatico di
Ponyo sulla scogliera – per quanto catastrofico e denso di preoccupazioni – è nulla in confronto alla lezione di cinema che Miya-san ci regala. Una, lo avrete senz’altro ammirato, è il dominio dell’animazione fatta a mano e lo sconfinamento in un mondo fatto con i colori pastello che è il grande segno di novità per le produzioni Ghibli. L’altra lezione la si apprende seguendo la miriade di contenuti extra che il blu-ray custodisce come un tesoro nei suoi “fondali”. Vedremo poi.
Se ci lasciamo andare al gergo tecnico, va subito detto che il blu-ray di
Ponyo propone un’immagine da urlo: luminosa, nitida e ottimamente definita, al punto che le scene ambientate in fondo al mare nei primi minuti del film, sempre ricche di dettagli come vuole il regista, rasentano la perfezione. L’audio è potente e trascinante, soprattutto nella formidabile scena del tifone che si abbatte sulla piccola città costiera con Ponyo a cavalcare le onde sulla musica di Jo Hisaishi che è visibilmente ispirata a Robert Wagner e all’intramontabile
La cavalcata delle Valchirie.
L’altra metà dell’incanto è ovviamente rappresentata dagli extra. Qualcosa come oltre due ore di contenuti speciali che ci raccontano la lavorazione del film rivelandoci il pensiero sia di Miyazaki sia dell’onnipresente produttore Toshio Suzuki (il quale, una sigaretta dopo l’altra, ci svela particolari interessanti sul carattere di Miya-san). A questi va sommata l’opzione di seguire l’intera pellicola attraverso gli storyboard: un classico dei dvd Ghibli. I primi extra sono tutti musicali e propongono la conferenza stampa del dicembre 2007 del tema sonoro del film cantato dalla piccola Nozomi Oohashi e da Naoya Hujimaki (durata 11 min.), che ritroviamo riuniti nel videoclip musicale – invero un pochino pacchiano – dove Toshio Suzuki recita la parte dell’autista e la piccola Nozomi si ritrova davanti a Butaya, lo studio personale di Miyazaki Ai più ardimentosi è dedicato un karaoke con la possibilità di cantare la canzoncina in giapponese o con la pronuncia fonetica e addirittura in spagnolo (che è la seconda lingua di riferimento del disco).

Molto interessante “Sessioni di registrazione del doppiaggio” (durata 24 minuti), un dietro le quinte con i principali doppiatori del film in cui spicca la smisurata passione e professionalità del piccolo Hiroki Doi (Sousuke) e la simpatia di Yuria Nara (Ponyo). Come sempre il lavoro è supervisionato dal regista.
A questi fanno seguito la presentazione ufficiale di
Ponyo sulla scogliera con il regista e il cast a colloquio davanti al pubblico accorso in sala (un altro appuntamento irrinunciabile in Giappone nella promozione di un film) e un’intervista a Hayao Miyazaki nel suo studio (ed ecco spiegata la presenza dell’immancabile grembiule da lavoro che indossa) della durata di 15 minuti. L’extra “Dialogo: Suzuki Toshio – Tsuchiya Toshio” (30 minuti) è uno dei contenuti più interessanti vista la ricchezza di informazioni e di curiosità. Ancora meglio il documentario/dietro le quinte “News Zero Spin Off: Ponyo sulla scogliera in dettaglio! Cinque artigiani geniali” (trasmissione Tv inserita fra i contenuti extra di questo blu-ray) nel quale la presentatrice Mao Kobayashi – con l’immancabile marionetta di Ponyo in mano! – spiega al pubblico di giovanissimi come viene realizzato un film di animazione attraverso le fasi più importanti. I cinque geni chiamati in causa sono il
chara designer Katsuya Kondo (
Kiki), l’art director Noboru Yoshida (
La città incantata), il compositore Jo Hisaishi, la storica responsabile dei colori Michiyo Yasuda (
Hols,
Nausicaä) e il direttore del suono Shuji Inoue, altro inseparabile collaboratore di Miyazaki. In coda anche la doppiatrice Yuki Amami (Gran Manmare) per un dietro le quinte di quasi 50 minuti.
Con “Videodocumento: raccolta delle perle di saggezza del regista Miyazaki Hayao” (durata 40 minuti) viene infine presentato al pubblico italiano l’incontro del novembre 2008 con i corrispondenti della stampa estera. Un documento che è stato in seguito trascritto e riportato in rete: ma l’originale fa sempre un figurone, considerata anche la timidezza di Miya-san e la ritrosia di fronte impegni così impegnativi. Di sicuro è l’ennesima conferma della centralità che egli occupa nella cinematografia di casa sua.
Ponyo sulla scogliera versione blu-ray è promosso a pieno titolo e la speranza è che altri film del regista seguano questa direzione. Sotto a chi tocca.
Totoro: recensione Special Edition
Esce in questi giorni anche l’edizione speciale di
Il mio vicino Totoro (1988), un doppio dvd che non rispecchia ovviamente la versione giapponese: dai contenuti extra mancano infatti la
featurette sul Museo Ghibli e la messe di trailer promozionali dello Studio Ghibli. Una curiosità è la copertina del box raccoglitore che ci offre la storica cover con una sola delle protagoniste del film in compagnia del folletto Totoro sotto la pioggia: immagine del
cortometraggio-che-fu e che Miyazaki aveva in mente di realizzare prima di gonfiarlo facendolo diventare il film che sappiamo, in compagnia di
Una tomba per le lucciole (1988). Una scelta che potrebbe spiazzare il pubblico di neofiti ma assolutamente perfetta ed elegante per questa edizione italiana – che recita proprio giusto: “il film simbolo dello Studio Ghibli finalmente in Italia”.
Rivedere il film in dvd dopo l’esperienza nelle sale conferma l’ottimo lavoro svolto da Lucky Red nell’adattamento con un cast vocale perfetto come un orologio svizzero. Buone anche le qualità video.
Considerati i 21 anni che ci separano dalla prima giapponese del film, è quasi scontata la presenza di materiali in misura minore di quanto i fan si attenderebbero. Va infatti considerato il periodo storico della realizzazione di Totoro, un periodo non interamente fortunato al botteghino (nonostante gli incassi di
Nausicaä e
Laputa) e ancora incerto per il nome dello Studio Ghibli.
Kiki’s Delivery Service e gli oltre due miliardi di yen di incasso sarebbero giunti solo nella stagione cinematografica successiva.
In questa edizione speciale ritroviamo un numero significativo di spot Tv e trailer cinematografici originali (rivelatori di un’epoca del Ghibli i cui film erano distribuiti nelle sale dalla Toho). Sempre disponibile la funzione “storyboard” che consente di seguire il film ammirando i disegni originali di Miyazaki.
Sicuramente più appetibile quel “Promotional video” che è un nostalgico salto indietro nel tempo con Isao Takahata e Hayao Miyazaki chiamati a presentare i rispettivi film, dal momento che sia
Una Tomba per le lucciole che
Totoro finirono al cinema al prezzo di un solo biglietto. Altri tempi, per nulla immuni dalla voglia di raccontarsi dei due cineasti, ma comunque ricchi di curiosità. È presente anche una breve intervista allo scrittore Akiyuki Nosaka (
Una Tomba per le lucciole, Shinchosha Shoten) rilasciata nello stesso periodo del colloquio presente nel dvd italiano del film.
A questa bella proposta home video di Lucky Red vogliamo fare una controproposta: una versione blu-ray di
Totoro (magari pescando negli archivi dello Studio Ghibli in cerca di nuovi documentari e interviste) con peluche al seguito. Né più né meno come succede in Giappone.
Hayao Miyazaki: L’enfance de l’Art
Dalla Francia riceviamo un prezioso libro/rivista intitolato
Hayao Miyazaki: L’Enfance de l’Art: numero monografico della rivista di cinema “Eclipses” (n. 45, Ottobre 2009, pp. 140, € 10,00). Non è una novità che i nostri cugini d’Oltralpe siano più avanti in materia “miyazakiana”: da loro i film dello Studio Ghibli sono stati tutti coraggiosamente distribuiti nelle sale (pure produzioni tipo
Jarinko Chie o
Panda Kopanda appartenenti al passato dell’artista) e la stampa si è interessata del lavoro di Miyazaki con entusiasmo cinefilo, e non come attrazione di nicchia, con grande anticipo.

La rivista non ha pagine colorate e patinate, tutto è in bianco e nero, di medio formato e con un numero selezionato di immagini: non è allo spettacolo che i curatori mirano. E una sfogliato il volume si intuisce il perché: c’è grande voglia di dirottare ogni passione per il regista giapponese e trasformarla in approfondimento critico e analitico. Il gruppo di giovani autori, quasi tutti provenienti da studi universitari in ambito cinematografico e pedagogico, dimostra infatti di affrontare l’argomento con la punta affilata della penna. Non fanzinari o nipponisti della prima ora come dalle nostre parti, ma ambiziosi studiosi con un solido background alle spalle e con lo scopo di arricchire la letteratura scientifica esistente su Miyazaki. Un incarico non da poco. Se siano riusciti o meno nell’impresa, lo lasciamo decidere ai lettori. Certo è che di materiale da leggere
L’enfance de l’Art è davvero ben fornito e offre spunti tali da perfezionare e allargare ancora il raggio d’azione. Non solo è presente gergo da “cahiers du cinéma”, ma l’occhio critico si aggira quasi subito in un doveroso ripristino di territori in cui anche la cultura giapponese ha una sua funzionalità all’interno dell’argomento Miyazaki.
Il volume è suddiviso in grandi aree tematiche, quasi un punto forte per affrontare l’opera del regista. Un passaggio obbligato che naturalmente richiede grande capacità di sintesi, visto che non bastano certo 140 pagine per condensare quel universo in continuo movimento che è il Miyazaki artista e animatore. Si comincia con “Ébauches et apprentissage” (Inizi e apprendistato) in cui gli interventi cercano un “loro” inizio partendo dagli esordi di Miyazaki come disegnatore di Toei Animation e quindi come autore televisivo (il primo
Lupin III,
Conan il ragazzo del futuro,
Il fiuto di Sherlock Holmes).
Seguono a ruota “Nature et destruction”, “Métamorphoses et transformations”, la gustosa analisi di un film in “Mon Voisin Totoro” e “L’enfance et la famille”. Tanti argomenti e un gioco al rimbalzo delle opere che non seguono un preciso ordine cronologico, ma tematico e pluritematico.
L’enfance de l’Art si presenta quindi a tutti gli effetti come un volume collettaneo utilissimo per gli studenti universitari e per quanti vogliano impreziosire la personale cultura del cinema animato di Hayao Miyazaki.
“Eclipses”
Hayao Miyazaki: L’enfance de l’Art
n. 45, Ottobre 2009, pp. 140, € 10,00
Ordinabile presso l’editore:
www.revue-eclipses.com
Si ringraziano Alessandra Tieri, Ludovica Cundari di Lucky Red e Youri Deschamps